Che cos'è? E' una deformazione del primo dito del piede,che appare deviato lateralmente verso le altre dita,con contemporanea sporgenza mediale del primo osso metatarsale. Questa deformità ossea è di solito abbinata ad una progressiva infiammazione e degenerazione dei tessuti molli circostanti che talvolta può generare una borsite acuta,in grado di indurre un'ulcerazione locale e di causare infezioni. Nell'immaginario collettivo è spesso associato all'uso di calzature improprie,ma più frequentemente,invece,è correlato ad altre patologie,o deformità del piede quali sindrome pronatoria (piede piatto),deficit neurologici periferici,malattie sistemiche ( come l'artrite reumatoide).
Qual'è la diagnosi? La diagnosi di alluce valgo è quasi sempre semplicissima ed è il paziente stesso a confermarla ; per procedere ad una corretta diagnosi è utile,oltre ad una valutazione clinica del piede, una radiografia in carico (cioè eseguita stando in piedi),meglio se bilaterale,per accertare eventuali differenze ed asimmetrie di appoggio. Per questa patologia, ecografia,risonanza magnetica e TAC risultano poco utili,perché sono eseguite in posizione supina ( cioè sdraiati sul lettino),questa posizione non consente, infatti,di ottenere informazioni rilevanti su come reagiscono lo scheletro e i tessuti molli in posizione eretta. Le indagini funzionali,come test stabilometrici o analisi del passo,non essendo in grado di fornire informazioni aggiuntive discriminanti,possono essere utili a posteriori per monitorare l'efficacia del trattamento scelto,e l'eventuale influenza sulle articolazioni e sui distretti corporei adiacenti. In un primo momento,se il paziente è molto poco sintomatico,la deformità non è ancora particolarmente accentuata e non si corrono rischi di peggioramento imminente,a causa dell'instabilità delle articolazioni,si può propendere per un atteggiamento conservativo,che si limita però all'uso di calzature comode o comunque ben tollerate,che non creino attrito a livello della “cipolla o patata”,evitando l'utilizzo di spaziatori o tutori che possono portare alla precoce deformità delle dita. Nei casi di deformità lieve,ma accompagnata da sintomatologia a livello dei metatarsi,ovvero metatarsalgia,per ridurre lo stress tendineo e il sovraccarico meccanico proprio sulle teste metatarsali,è sufficiente compensare l'appoggio con un plantare (su misura) o con una modifica della calzatura (introducendo nella suola un compenso rocker-bottom ),risolvendo di fatto la sintomatologia. E' tuttavia necessario ricordare che un plantare esercita una funzione di compenso che si attiva solo quando inserito correttamente nella calzatura,ma non ha alcun potere correttivo sulla deformità. Questo è un elemento molto importante da tenere in considerazione poiché,nei casi di deformità progressiva,può accadere che il plantare non sia più sufficiente a compensare l'alterazione durante l'appoggio. Quando questo si verifica,prima di ricorrere ad un rinnovo di plantare,è bene verificare con una nuova visita specialistica che niente sia cambiato nel piede,per non incontrare nel tempo problemi e deformità più gravi. Meno utili dei plantari sono gli spaziatori di silicone,da inserire tra l'alluce e le altre dita,pensati sia per la notte che per il giorno. Le spinte,esercitate dall'alluce sui raggi minori,sono talmente elevate che questi spaziatori possono risultare dannosi e causare delle deformità secondarie nelle altre dita del piede. Allo stesso modo risultano inutili,perché inefficaci,calze e calzini correttivi, pubblicizzati solo a scopi commerciali. Se invece la sintomatologia diventa limitante,con dolore,arrossamenti o borsiti a livello della cipolla,la terapia senza altre alternative,è quella chirurgica. Quando un intervento risulta estremamente necessario è utilizzata la chirurgia mini-invasiva dell'alluce valgo. Grazie a questa tecnica è possibile ridurre il dolore,il sanguinamento, il gonfiore post-operatorio e velocizzare il recupero,minimizzando le incisioni cutanee e la dissezione dei tessuti molli. Consiste nell'utilizzo o meno di mezzi di sintesi,ovvero viti in titanio in grado di mantenere l'osso osteotomizzato nella posizione desiderata. Inoltre possono rendersi necessari dei tempi secondari per il trattamento della metatarsalgia. Esistono varie tecniche per correggere i diversi gradi di valgismo dell'alluce. Un aspetto molto delicato è distinguere una deformità isolata da una deformità parte di una sindrome. Prima dell'intervento,in base alle condizioni generali e alle caratteristiche del paziente,verrà concordata l'anestesia in presenza dell'anestesista. Quando è possibile,questi interventi vengono eseguiti con un “blocco periferico”, addormentando la gamba dal ginocchio o dalla caviglia in giù. E' comunque consigliabile non rinunciare all'effetto anestesiologico periferico per garantire un decorso post-operatorio più sereno e ridurre la farmaco-dipendenza. L'intervento può essere seguito con un ricovero day-hospital,in convenzione con il Sistema Sanitario Nazionale o privatamente. A livello privato si può programmare sia un day-hospital che il ricovero di una notte. Il paziente è autonomo fin da subito grazie all'apposita scarpa post-operatoria (scarpa piana ),sulla quale potrà appoggiare il peso del corpo senza l'uso delle stampelle. Uscirà dall'Ospedale camminando e con la medicazione che non dovrà essere cambiata o modificata ; il riposo è consigliato per i primi 15 giorni,permettendo la corretta guarigione delle incisioni e della correzione ossea. A 15 giorni avverrà il primo controllo post-operatorio per rimuovere i punti ed eseguire un nuovo bendaggio,sempre correttivo,ma più leggero. Verranno poi,successivamente,mostrati esercizi per la mobilizzazione dell'alluce. A 30 giorni dall'intervento verrà eseguita una radiografia in carico e il paziente potrà quindi tornare a camminare con calzature comode. Dopo circa 90 giorni,a seconda della capacità di recupero del paziente,potrà tornare a indossare scarpe appaganti.

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