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Il Castello di Carrù & il fantasma della Dama Blu


 Siamo a Carrù (è un comune di 4.329 abitanti della provincia di Cuneo in

Piemonte,situato all'inizio della Langa : le Langhe sono un territorio o sub-area

del basso Piemonte,situato tra le province di Cuneo e Asti,costituito da un esteso sistema collinare),qui sorge il Castello che risale attorno all'anno 1.000,

raggruppato su una rocca,è appartenente alla contea di Bredulo e,tutti i luoghi

passano in seguito ai Vescovi d'Asti che li cedono in feudo ai Signori di Manzano. Nel 1250 Carrù viene ceduta al comune di Mondovì che,nello stesso giorno,vende il Castello e il territorio ai Bressano ; la famiglia stringe alleanze

prima con gli Angiò e in seguito con i Principi d'Acaja fino a giungere,nel

1370,dove il feudo passa sotto il dominio di Amedeo VI di Savoia che investe i

Marchesi di Ceva della titolarità del feudo. Nel 1418 il conte Ludovico Costa,

tesoriere e luogotenente del Principe d'Acaja e poi consigliere di Amedeo VIII di Savoia,viene investito del feudo di Carrù in aggiunta a quelli già posseduti.

Nel 1427 muore Ludovico Costa e gli succede il figlio Giovanni Luigi.

Dopo un periodo di occupazione (prima francese poi spagnola),di epidemie e

carestie,la restituzione di gran parte del Piemonte a Emanuele Filiberto di

Savoia dà inizio al periodo di riorganizzazione dello stato sabaudo (espressione

che indica lo Stato dei Savoia,la cui storia iniziò con Umberto Biancamano).

Nel corso dei secoli il Castello subisce modifiche e grandi interventi,e diventa

successiva proprietà di Gerolamo Maria della Trinità e di sua moglie Paola

Cristina del Carretto,i quali possedevano molto territorio adibito per la caccia,

nella quale entrambe si dilettavano molto. Un'antica leggenda narra che nel

Castello,ogni primo venerdì del mese,a mezzanotte,appaia il fantasma di una

giovane nobildonna vestita di blu che si aggira danzando nei suoi saloni. Tiene

in mano una freccia e silenziosa avanza per le stanze alla ricerca di qualcosa

lontano e perduto. Tutto cominciò intorno alla metà del 1600,gli anni in cui

vivono al Castello Girolamo Maria e Paola Cristina (è lei la misteriosa dama

blu),il governo è concentrato nelle mani della rigida sovrana Cristina di Francia,

moglie di Vittorio Amedeo I di Savoia. In questo secolo denso di contrasti,

dove splendore e miseria si contrappongono è lo scenario in cui si intrecciano

le vite di Girolamo Maria e della sua bella moglie :le guerre,la peste,la carestia,

la fame. Il Piemonte diventa teatro di battaglia : nasce una discordia in Casa

Savoia tra la reggente Cristina di Francia,i Principi cognati,il Cardinale Maurizio e Tommaso di Carignano. Le popolazioni si dividono in schieramenti,

e anche Gerolamo Maria partirà per la guerra : dove si schiererà?

Ufficialmente è dalla parte di Madame Reale,ma non esita ad informare i Principi. La successiva guerra separa gli sposi e Paola Cristina,la bella Contessa,si rifugia nel Castello,aiutando molte persone ; Gerolamo viene ferito

in battaglia e perde la vista di un occhio soffrendo di claudicanza (è una condizione umana interpretata come un percorso perfettibile,di ferite interiori e

lesioni spirituali). La Reggente trionfante ritorna a Torino decisa a conservare

tenacemente il governo ; viene sancito un accordo e,Gerolamo e la moglie

tornano a far parte della Corte della Regina. Gerolamo ricopre numerosi incarichi tra cui Maresciallo Generale delle armate sabaude e governatore

della città,al Castello tornano le feste e la caccia. Ma un giorno,è il primo

venerdì di Settembre del 1663,al crepuscolo,dopo un temporale che infuriò con

pioggia,tuoni e fulmini,ma nonostante non impedì un abbondante caccia,al

Castello si preparava tutto alla festa ; vicino al fiume accorse,però,gran parte

del popolo perché fu ritrovata la Contessa morta,colpita da una freccia scagliata

al cuore,e lo spirito della festa si trasformò in lutto.

Da allora,dopo lunghi 400 anni,il fantasma della Dama Blu,indossando un

bellissimo abito di seta blu,torma per smascherare chi la uccise e per partecipare

a quella festa,a lei destinata,e che non più si fece. E' uno spirito buono.

Non si è mai saputo chi scagliò la mortale freccia che uccise la Contessa.

Forse un sicario incaricato dalla Regina. Perciò fu una morte già premeditata?

Da dove partì la freccia? Da secoli è ancora tutto celato nel mistero.

I fantasmi non possiedono la cognizione del tempo.





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